Come cambiano le soft skill degli event planner

Dic 31, 2024 | Blog

Entro il 2027 il 44% delle competenze dei lavoratori cambierà. Non è un dato che stupisce quello fornito dal Future of Jobs 2023 del World Economic Forum, alla luce di tutti i cambiamenti che la tecnologia, con l’Intelligenza Artificiale in prima linea, sta portando nel mondo del lavoro. Un impatto che non lascia indietro la meeting industry, che è sempre più consapevole di doversi adeguare al passo veloce della contemporaneità.

E se come per tutti i lavori, la professionalità degli event planner si misura  in primis sulle competenze tecniche, è indubbio che per gestire una rivoluzione che per molti è paragonabile solo a quella portata dall’avvento di Internet, servono anche competenze trasversali adatte. Quali sono le nuove soft skill degli event planner

Le 10 soft skill del prossimo futuro

Se un organizzatore congressuale non può prescindere dall’avere competenze nella progettazione eventi, nell’ambito gestionale, amministrativo e contabile, nella formazione, così come non può ovviamente non conoscere le dinamiche logistiche e quelle legate all’organizzazione di viaggi, sono sempre più le società che hanno ben compreso che tutto questo potrebbe non bastare. 

Ecco perché anche all’interno delle aziende della event industry c’è sempre più attenzione per le persone e per le loro competenze trasversali.

Tornando per un attimo al WEF, il Future of Jobs 2023 indica le 10 soft skill del futuro prossimo, che saranno necessarie da qui a 3 anni, ossia:

  • pensiero critico
  • pensiero innovativo
  • capacità di adattamento e resistenza
  • motivazione personale e autoconsapevolezza
  • interesse per l’apprendimento continuo
  • competenza digitale
  • precisione e affidabilità
  • comprensione empatica e ascolto attento
  • capacità di guida e influenza sociale
  • supervisione della qualità 

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Collaborazione come cultura aziendale

Quelle individuate dal WEF sono competenze trasversali generali, che ben si adattano però anche al lavoro che si svolge all’interno delle società di organizzazione eventi. A distinguere queste ultime, lo sappiamo, è però come prima cosa, la capacità di collaborazione.

Più che in tante altre situazioni infatti, l’organizzazione di un congresso è un lavoro corale a cui contribuiscono molte professionalità, dove in ogni team esistono figure esecutive specializzate e dove la massima collaboratività getta le basi di un lavoro ben fatto. Ecco perché per queste aziende diventa molto importante coltivare e allenare le competenze trasversali delle proprie persone. Come?

Da un lato prestando attenzione alla cultura aziendale in termini di benessere, soddisfazione e motivazione e dall’altro puntando su uno staff sempre più in grado di andare incontro alle esigenze dei clienti e di coltivare al meglio i rapporti, quei “comprensione empatica e ascolto attento” indicati anche nell’elenco del Future of Jobs Report.

Cambiamento, innovazione e creatività

Anche la predisposizione al cambiamento – intesa come “capacità di adattamento e resistenza – è oggi una competenza preziosa che gli event planner devono avere da sempre – pensiamo a quanti imprevisti possono essere chiamati a risolvere durante l’organizzazione di un evento -, ma che sicuramente è diventata ancora più determinante durante gli anni complessi della pandemia.

Oggi più che mai è anche l’attitudine all’apprendimento continuo e un approccio proattivo che consente al meeting planner di sviluppare soluzioni adeguate alle richieste.

Innovazione e creatività sono poi caratteristiche intrinseche in un lavoro che deve immaginare eventi e progetti sempre al passo con i tempi, e anche la “supervisione della qualità” – che potrebbe per alcuni sembrare scontata in questo ambito – assumerà via via un significato specifico, poiché le macchine potrebbero svolgere il lavoro più pratico e ripetitivo, ma ci sarà sempre bisogno della capacità analitica delle persone per garantire standard elevati, interpretare dati complessi e prendere decisioni strategiche che richiedono un tocco umano.

A tutto questo, si affiancano infine tutte le soft skill più tradizionali dell’event planning, che vanno dalle capacità organizzative all’attenzione ai dettagli, dall’approccio al problem solving alle capacità relazionali, oltre alla flessibilità e alla capacità di gestire lo stress.

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